Uno sguardo al vertice: costellazioni sistemiche per figure manageriali

Parlando di Costellazioni, normalmente abbiamo l’idea di parlare della sfera circoscritta alla famiglia e ai rapporti relazionali. Non è così.

Lo sviluppo del sistema costellativo ha permesso di ottenere grandi risultati nel mondo del lavoro, negli istituti di formazione scolastica e in ogni ambito dove il lavoro è svolto in team.

Al di là del pensiero gerarchico, sappiamo bene che il mondo del lavoro ha bisogno di essere strutturato in modo tale che ognuno si possa sentire al posto giusto e possa avere un riferimento. Possiamo immaginare una piramide, dove la base è costituita da tutti coloro che svolgono mansioni operative, mentre ai vertici abbiamo figure che svolgono attività decisionali per il benessere e il successo della struttura stessa e che quindi sono anche figure di riferimento per gli stessi collaboratori.

Siamo nel 2022 e possiamo tranquillamente affermare che abbiamo capito il concetto di welfare, di lavorare nel modo giusto, per stare bene e per stare meglio, anche del lavoro in team, visto che abbiamo capito che non siamo esseri isolati, ma assolutamente interconnessi. Siamo nell’era globale e a questo proposito una pandemia ci ha offerto uno stato di allerta quanto mai utile e sostanziale per “svegliarci”.

Per stare meglio, io e tutti, dobbiamo comportarci e vivere al meglio. Le pratiche di Mindfulness, così come le pratiche di Costellazioni, ci aiutano a riformulare il nostro modo di pensare e di agire, partendo dalla nostra coscienza.

Bert Hellinger, padre fondatore delle Costellazioni Famigliari, ha sviluppato il suo pensiero anche per il mondo del lavoro, dando attenzione alle figure chiave, coloro che possono aiutare lo sviluppo, il benessere e il profitto della propria azienda.

Vediamo come, attraverso il Decalogo che Hellinger stesso ha creato.

IL DECALOGO DI HELLINGER

  1. Cosa distingue un imprenditore? Egli ha ciò di cui gli altri hanno bisogno e lo rende loro accessibile. Quanto più egli ha ciò di cui altri hanno bisogno, tanto più grandi sono il suo riconoscimento e il suo successo. Risultato: un'azienda offre. Quanto maggiore è la sua prestazione di servizio, tanto più grande sarà la sua influenza.
  2. Un imprenditore ha bisogno di aiutanti. Può prendere collaboratori, formarli adeguatamente e istruirli affinché possano produrre nel miglior modo possibile ciò che egli ha da offrire e portare alla gente. Quello che lui ha da offrire, lo deve, quindi, anche produrre e vendere.
  3. Un imprenditore deve comandare. Comanda attraverso le sue idee, comanda attraverso la produzione, comanda con la vendita e con tutto ciò che comporta.
  4. Limprenditore si mette in concorrenza migliorando il suo prodotto e offrendolo a coloro che ne hanno bisogno anche in modo maggiore.
  5. Limprenditore difende la sua impresa contro abusi e lassicura convenientemente. Rimane sicuro di sé e indipendente.
  6. Limprenditore sa che è alla guida di altri, con i quali deve fare delle cose; sa come ottenerle e mantenerle.
  7. Limprenditore si rallegra del suo successo, poiché un successo rende felici. Se limprenditore è felice e lo mostra agli altri, i collaboratori si rallegrano e con loro le loro famiglie.
  8. Un imprenditore sta con molte persone in una comunità solidale. Egli sa che la felicità di molti dipende dal suo successo, perciò lo aumenta con laiuto di molti, che lo aiutano per dare a molti una sicurezza e una ragione di vita.
  9. Un imprenditore consegna la sua impresa, a tempo debito, a successori adatti. Dà loro il tempo necessario per avere successo e, in seguito, rimane l’anima della sua impresa. Il suo spirito positivo continua ad agire in lei nel tempo.
  10. Un imprenditore lascia che la sua impresa abbia lo sviluppo che deve avere, anche se questo non corrisponde alle sue aspettative. Le permette di farsi trascinare dalla corrente del tempo anche oltre sé stesso e guarda verso di essa ben disposto.

Come possiamo notare, l’approccio di Hellinger e delle Costellazioni Sistemiche per il lavoro è incentrato  innanzitutto sulla figura dirigenziale, l’apice:  l’imprenditore, il direttore, il dirigente, il coordinatore, l'amministratore delegato.

La definizione del ruolo e della posizione sono il principio primo. Essere al proprio posto e riconoscerlo significa star bene, sviluppare e alimentare il proprio empowerment, le risorse, le competenze e i talenti, attributi che nel mondo del lavoro vengono evidenziati da anni.  Nel momento in cui vengono generati da un’attitudine di spontanea capacità diventano esponenzialmente più forti e molto efficaci. Ma non può bastare: avere un team valido permette di dare e offrire al meglio ciò che è stato generato.

Un team capace e consapevole offre idee, soluzioni, dinamicità. Fare parte e sentirsi parte di un team è un concetto costellativo.
Le grandi holding assomigliano a grandi famiglie, in cui, chi ne entra a far parte, si sente onorato.
Vediamo un esempio del passato.
La famiglia Crespi, ad inizi ‘900, fondò un villaggio in cui, attorno alla filanda, si svolgeva la vita di tutti coloro che vi lavoravano. Un modello di genialità imprenditoriale che Cristoforo Benigno Crespi affiancava all’amore per l’arte e la cultura. Oggi Patrimonio dell’Unesco, Crespi d’Adda aveva case per gli operai, la chiesa, la scuola, il dopolavoro, il teatro, i bagni pubblici (erano i primi del ‘900, e questo era un vero lusso!), un’infermeria collegata al più vicino ospedale, le villette per il prete, le case per i dirigenti e anche il cimitero.
Il benessere della filanda era fondato sul benessere delle stesse persone che gravitavano nella sua orbita.
Un esempio di oggi? Google o Apple.
Insomma, modelli elevati per ispirarsi e comprendere il significato di etica d'appartenenza.

Ora parliamo del concetto di comando.
Come vediamo oggi il comando?
Hellinger, come da sua abitudine, si esprime in modo chiaro e categorico.
Come riportato nel punto 3 del decalogo "Chi guida deve comandare".
Comandare è un verbo forse desueto e sicuramente forte. Evoca tempi antichi e tocca corde interiori molto profonde.
Sicuramente preferiamo altre definizioni, magari anglofone come leadership.
Di fatto, così è. Chi guida deve esprimersi con autorevolezza e comunicare la propria visione e ciò che desidera, per essere seguito e per mettere in pratica.

Il concetto di comando viene ad essere traslato in capacità, dove la sicurezza appresa, unita alla genialità di chi riveste un ruolo apicale, muove interessi e genera azioni.

Domanda che può sorgere spontanea:
come può lo strumento delle Costellazioni essere efficace nel percorso di consapevolezza e valorizzazione del manager e dell'azienda?
La risposta è tanto semplice quanto reale.
Le costellazioni offrono una chiara visione dei fatti, una vera e propria fotografia che permette la comprensione di dove risiedono ostacoli e risorse, ma soprattutto qual è il posto occupato da ciascun componente del team.
A partire dalle costellazioni, unitamente agli strumenti offerti dal counseling, dal coaching e dalla mindfulness, si lavora alla valorizzazione dei talenti delle figure apicali per portare una ricaduta positiva sui collaboratori che, a loro volta, riconosceranno nei manager una guida solida e affidabile.
Molte aziende hanno trovato, nel contributo di Hellinger e delle costellazioni sistemiche, uno strumento per migliorare la realtà con risultati sorprendenti. 

Nell'antica Roma si usava dire : “Mens Sana in Corpore Sano”
Se la mente del nostro manager è sana, lo sarà anche la nostra azienda.

Il viaggio attraverso la comprensione del Decalogo di Hellinger continuerà nel prossimo articolo, dove porterò l'esempio di un recente case history.

Darshana Elena Scola

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